Cuccurucucuu’ Paloma

24 giugno 2017 Lascia un commento

Esco e ti vengo a cercare. Ho preparato una decina di discorsi intelligenti adatti a non farmi prendere per il culo appena ti compaio davanti. Tutti inutili e dimenticati, quando arrivo e ti vedo ti dico solo Ciao e poi vado avanti a braccio, vado avanti.
Che sono teso e ho la lingua attaccata al palato e negli ultimi 20 minuti mi sono ripetuto che è una storia come un’ altra, che bisogna prendersela con filosofia ( la frase più cazzona del mondo) che bisogna dimostrarsi interessati ma non sconvolti, Giulia.
Cuccurucucuu’ Paloma, ahi ahi ahi ahi ahi cantava. Tengo la radio accesa e non riesco a scendere:
non ho filosofie, non ho strategie,
non ho scuse né battute.
Non ho niente. Nemmeno te.

Categorie:La metà che manca

Un dilemma irrisolvibile

23 giugno 2017 Lascia un commento

Il fatto che io senta con chiarezza che ciò che scrivo si perda per strada appena lo batto sulla tastiera non è un vezzo da piacione del cavolo: io sento che è così. Arriva poco dell’universo che mi gira dentro e, in genere, solo la parte più scomoda e conflittuale.
Per dirla in altro modo, arriva solo la mia componente snob, critica, quella che mi fa apparire un arrogante ante litteram arrivato non si sa come in un ambiente di gente tranquilla e “normale”.
Se fosse diversamente la blogosfera, me compreso, sarebbe un eden salvifico in cui ognuno potrebbe liberarsi e migliorare.

Categorie:Assoluti relativi

I blog

23 giugno 2017 Lascia un commento

I Blog sono un vezzo e una necessità culturale, sfruttano le possibilità dell’odierna tecnologia ma non sono poi migliori di un buon carteggio o della pagina scritta di carta.
Sono soltanto più immediati.
A furia di essere immediati sono anche diventati più stronzi e volgari, una pletora di oscenità letterarie e mentali, lo specchio fedele di questa società da basso impero o la logica conseguenza di certe premesse sociali e culturali presenti già 60 anni fa.

Categorie:Senza categoria

Cose nostre

22 giugno 2017 Lascia un commento

Abbiamo ancora l’orribile e subdola tendenza a considerare certe morti come un fatto DI PARTE, certe morti come la fisiologica conseguenza di un preciso percorso culturale e, spesso, il nostro cordoglio è finto, di circostanza, non ci appartiene perchè non è la nostra guerra o la nostra idea.

Categorie:a sud del sud

Diritto di cittadinanza

20 giugno 2017 Lascia un commento

Se e quanto sono degno di stare qua non devo dirlo io: mi diverto ancora e la mia capacità di arrabbiarmi è immutata, per un blogger mi sembrano doti indispensabili.
Vengo preso sempre più spesso da un senso di lontananza e malinconia di cui qui trapela solo una parte, i post migliori li sto pubblicando nascosti tra le pieghe di alcune risposte altri ancora sono chiusi nell’archivio di una vita che ho conservato per spenderla nella mia incipiente vecchiaia.

Categorie:Assoluti relativi

Subito

20 giugno 2017 Lascia un commento

Sta accadendo di nuovo, lo sento con assoluta certezza: quindi devo scriverne, ora, subito, prima che il senso diventato carnale svanisca e ritorni a viaggiare su sentieri nascosti e non esprimibili a parole.
Ho scelto un certo numero di blogger da seguire: evidentemente ciò che avete scritto è andato al di là di alcuni vostri propositi. Ha smosso le leve giuste e mi ha portato su un’altra collina, davanti ad un’altra prospettiva di me stesso. Vorrei molto da chi mi legge, moltissimo:lo ammetto io vorrei più di quello che merita ciò che scrivo, vorrei che la comunicazione fosse tale e quindi perfetta. Tu me la daresti adesso mentre posi gli occhi su questi segni neri; io credo che sia così e mi allontano per un altro intervallo da quell’altra signora che invia ogni tanto un conto spese esistenziali.

Categorie:BLOGOSFERA

Un lettore

19 giugno 2017 Lascia un commento

Quando scrivo o leggo, le righe sono qualcosa di vivo e reale, sono un’avventura che ti attraversa e infine, come l’amore, le amicizie, i dolori e gli affetti, come ogni cosa ti logora e ti stanca. In realtà la colpa è mia perché vedo e immagino ciò che è scritto come inattaccabile, allo stesso modo in cui sogno e vorrei che fossero certi sentimenti: non toccati dalla miseria della vita che ci segue passo passo anche se, a ben vedere, è proprio tale condizione spesso ad essere il loro nutrimento. Voi non potete immaginare quanto siano luminosi i miei sogni ad occhi aperti: diventano una specie di oasi, un “porto franco”che mi difende da tutto e tutti. Nella mia stanchezza è la solitudine e, al tempo stesso, la necessità di difenderla perché resta l’unico modo di proteggere il mio diritto alla individualità. Complicato? Eccessivo? Di fatto sempre più spesso non mi riconosco, nemmeno nella comunicazione che tento di avere col resto del mondo; io so perfettamente che chi scrive ha un solo modo per sapere se ci sia altro al di là della sua visione : avere un lettore, un lettore che lo estragga dalla moltitudine della solitudine e renda concreta la sua individualità.