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Archive for the ‘BLOGOSFERA’ Category

Subito

20 giugno 2017 Lascia un commento

Sta accadendo di nuovo, lo sento con assoluta certezza: quindi devo scriverne, ora, subito, prima che il senso diventato carnale svanisca e ritorni a viaggiare su sentieri nascosti e non esprimibili a parole.
Ho scelto un certo numero di blogger da seguire: evidentemente ciò che avete scritto è andato al di là di alcuni vostri propositi. Ha smosso le leve giuste e mi ha portato su un’altra collina, davanti ad un’altra prospettiva di me stesso. Vorrei molto da chi mi legge, moltissimo:lo ammetto io vorrei più di quello che merita ciò che scrivo, vorrei che la comunicazione fosse tale e quindi perfetta. Tu me la daresti adesso mentre posi gli occhi su questi segni neri; io credo che sia così e mi allontano per un altro intervallo da quell’altra signora che invia ogni tanto un conto spese esistenziali.

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Sodali

18 giugno 2017 Lascia un commento

Qualcuno, superando il fastidio di aver a che fare con me, potrebbe chiedermi: perché non frequenti dunque esclusivamente i tuoi sodali? Invece di rompere le scatole con queste tue croniche lamentazioni perché non ti rapporti con persone uguali a te, con opinioni uguali, eliminando una volta per tutte il tuo e il nostro fastidio?
Non posso farlo. Non ci sono sodali per come li intendo io, solo frange di pensiero unico opposto a quello descritto prima ma con l’identico vizio di fondo: assoluta predominanza dell’ideologia vissuta come assioma che tutto esclude e corrompe.

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Sono lì

16 giugno 2017 Lascia un commento

S. LorenzoVorrei che la morte mi trovasse vivo – G. Ungaretti- Mi piace sapere di averli scritti io.

Prendi un blogger, un foglio, metti in fila le parole.
Non cercare altro: identità, curiosità immagini, supposizioni.
Non chiedere nulla, se vuoi apri il blog e fermati- Leggi.
Io sono lì, dentro quello che ho scritto. Non chiedo niente, non cerco niente. Sono solo un blogger. Ho scritto questi post in un altro tempo e li ho deposti qui e adesso. Questo è un vecchio modello di blog, a me piace tantissimo così:  leggo i vostri commenti e posso venirvi a trovare. QUESTO NON SEMBRA UN BLOG, probabilmente non lo è. Le presentazioni, i commenti e tutto quell’insieme di cose che sembrano indispensabili ai social hanno devastato la mia permanenza sui blog, adesso qui resta solo la scrittura e il mio senso. Chiunque sia stato per qualche tempo in rete mi riconoscerà dai testi, io non mi sono dimenticato di me: sono e resto un solitario. Non posso fare altro che cercare interlocutori…che alla luce della mia esperienza dureranno poco vista la mia ormai scarsa propensione a commentare. Ci proverò lo stesso e poi sia quel che sia.

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Si volta pagina

16 giugno 2017 Lascia un commento

I post che avete letto( ?! ) fin qui erano un esempio dei testi lunghi o presunti tali che ho scritto in molti anni di rete.  Ho deciso d’ora in poi una modalità del tutto diversa anche perchè mi sono veramente stancato di molte cose e tempo ne ho sempre meno. Quindi si volta pagina:

  • i post saranno brevi e immediati ( spero), frutto di una mia scelta assolutamente personale
  • la moderazione spariscedel tutto, voglio aprire il blog con un solo click, nessuno può veramente ferirmi, la rete è nata per essere uno spazio libero diverso dai media ufficiali.
  • le risposte ai vostri eventuali commenti verranno solo in parte, libertà per libertà mi pare la cosa più corretta nella speranza che nessuno di voi prenda il mio atteggiamento come un gesto di maleducazione mirata. NON è COSì!
  • le pubblicazioni saranno frequentissime.
  • Posso augurarvi buona lettura?
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La luce che cambia

5 giugno 2017 Commenti disabilitati

Sarà per la luce che cambia, sarà che il telefono ti rompe solo le scatole, sarà che non basta più la musica, la tv. Sarà che nella mia stanza ci sono troppe eco, troppi silenzi . Sarà per tante cose che forse vorrei staccarmi di dosso, o che vorrei appiccicate sulla pelle, come cera per arrotondare gli spigoli.Per ammorbidire lo sguardo. Sarà per tutte queste cose assieme ma io scrivo per avere la sensazione d’esser vivo, faccio così da quando ero un ragazzino: scrivo per chiarirmi le idee…e amare di più.

Ci sono due cose che mi aprono la mente, una penna e il mare, la prima è nella mia mano adesso, l’altro credo di averlo ficcato da sempre nella parte più profonda di me. Scrivere è per me un affrancarmi dall’ ignoranza non una liberazione, anzi…Spesso la rivelazione dell’acqua che mi scorre dentro dà spazio ad interrogativi angosciosi; e tuttavia scrivere mi riesce naturale…quasi come lo stare solo sulla cattedra durante i temi d’italiano ai tempi della scuola:
“ Lei si metta qui che tanto lo sappiamo bene che ha una penna prolifica e generosa” diceva così ogni volta la prof. Negri con la sua faccia di culo cartonato e grinzoso.
“Le do nove, d’altronde non si è mai visto un voto più alto in questo liceo…ammesso sia tutta farina del suo sacco”.

Di ogni dono o capacità imparai allora a considerare anche le controindicazioni: comunicare bene, meglio di altri e essere condannato a una solitudine quasi perfetta. Mi domando se anche i miei amici , e compagni di allora, dopo, nel divenire della loro vita, siano mai stati soli su una cattedra a guardare gli altri sguazzare felici nella loro normalità. E’ questo il motivo che sempre più spesso dissangua la mia volontà di esserci: cosa faccio, cosa chiarisco, cosa cambio o miglioro? Scrivo, sì scrivo, scrivo e basta: sono ciò che scrivo, solo quello. Non ho altre pretese, fini secondari, libri da pubblicare, donne da conquistare.

In fondo sono ancora nell’aula della seconda B, seduto alla cattedra che sbircio gli altri mentre io ho già finito. Quando il senso di vuoto e d’inutilità diventa insopportabile, quando giro a vuoto come in queste ultime settimane, allora decido di andare al mare, anche se il mare è sempre lì tutto l’anno. Ma adesso che l’autunno è arrivato appare diverso, come se volesse scuotermi da questa ruggine che infetta lo scorrere del tempo e mi immobilizza ed io mi sento toccato, affascinato dalla sua libertà e dalla sua sfacciata indecenza, ho quasi una sensazione di rabbia e d’invidia.

Vorrei seguirlo, cambiare natura e invece resto lì, in bilico, sospeso e perduto da quel fluire senza direzioni e la mia inquietudine si addensa.
La vita è fatta di tante piccole finzioni, piccoli inganni. La vita è un gioco d’illusionismo. Un gioco d’ombre che si stagliano gigantesche su uno sconfinato muro bianco. Capita che tu non te ne accorga ma intanto qualcuno ha cambiato l’angolazione delle luci. Cambia la regia. Il trucco si svela. La verità si confonde. La scenografia resta sempre immensa, tu scopri di essere quello che sei, un minuscolo attore che balbetta la sua parte. Forse la vita è questo, mi dico. È rimanere nei ruoli, rimanerne prigionieri e imbrogliare le stagioni con una infinita primavera. E io che scrivo ancora su un blog, a che serve un blog?
E’ un diario, un palcoscenico? A che serve? A volte serve a capire, ma solo a volte.

OGGI SONO 65-

Fuori

22 aprile 2017 Commenti disabilitati

Continuo a riempire le pagine di questo blog, vuote non riesco a sopportarle. C’è poi una blogger che so che legge. Scrivo per lei. Vi pare una cosa strana? Improbabile? Ma io scrivo per te e lo sappiamo in due. Più che sufficiente, i commenti sono chiusi ed io sono altrove per tutti.
Dico che sono fuori perchè non pubblico più un post nuovo da mesi, perchè non ne sento la necessità e non ne ho più lo stimolo. Guardo da fuori perchè non mi interessa piacere o dispiacere, oppure seguire la tendenza della maggioranza dei miei interlocutori: così sei fuori dalla blogosfera. Quando leggi e non commenti se non raramente, o leggi e stai zitto anche se il post ti piace perchè non credi più al valore del commento o temi equivoci, discussioni sterili provocate dal tuo atteggiamento senza peli sulla lingua…potrei continuare a lungo , quando ti ritrovi in situazioni di questo tipo significa che sei fuori.

Lyricae

21 aprile 2017 Commenti disabilitati

Ungaretti a quattordici anni, quasi di nascosto chissà poi perchè. Ma dirlo ai ragazzi del pallone non era proprio il caso, io avevo una grande biblioteca a casa loro no e in più ero siciliano, dir loro di Ungaretti sarebbe stata l’occasione per alimentare un rancore subdolo che io non avrei saputo gestire.

Negli anni a venire ci furono poi Pessoa, Emily Dickinson,Garcia Lorca, Neruda; attorno ai sedici diciasette anni causa innamoramento e società spuntarono Wystan Auden e Edgard Lee Master (complice un De Andrè favoloso). Non ha nessuna importanza dire qui di tutti gli altri ma ci sono stati e ci sono, forti e immanenti, la poesia mi ha trsfigurato l’anima e ancora oggi se leggo Montale o Sylvia Plath vado in luoghi di cui non ho mai scritto. Vorrei farlo, vorrei tanto che fosse questa la mia ultima fatica, il mio cerchio chiuso. Scrivere di poesie, riproporle e raccontare i loro autori perchè dicendo di loro finalmente parlerei di me in modo nuovo e più adeguato alla mia essenza.

Vedete? il blog è qui, terminato e placido, per certi versi lontano e definito. Qui dovrei avere la forza di pubblicare i prossimi dieci anni di rete ma a modo mio. E’ un compito immane.

Categorie:BLOGOSFERA, liberazioni