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La vita propria delle cose scritte

18 aprile 2017

etna al calr della seraMi domando talvolta se un blog possa vivere di vita propria. Le cose scritte restano per definizione ma crescono? E se è così dove vanno e qual’è il loro destino? Un amore o una sconfitta raccontati e centellinati dentro le parole battute su una tastiera, cristallizzati in una dimensione a parte che non è quella del divenire quotidiano, emozioni così, cosa diventano poi negli occhi e nella mente di chi legge magari a distanza di molto tempo?

Io sono ancora “vivo”, vi leggo e passo di qua quasi ogni giorno.

Con grande inspiegabile malinconia, nessuno mi ha indotto a scrivere su questo blog, non c’è alcuna costrizione e nessun secondo fine…pare un fatto fisiologico per me.

Il desiderio o il sogno di rivelazione e scambio, liberazione e confronto, analisi e gioco, riflessione e comprensione, se un blog è questo io evidentemente posso seguire solo questa corrente. Il fatto che sia una persona esigente può essere un problema ma ho pensato spesso che se questo spazio non riesce più a correlarsi col mondo nella maniera da me voluta, è meglio che resti in una sospensione infinita in attesa di una vita che verrà. Il concetto di utilità in un Blog mi è sempre sembrato lontano da me, praticamente improponibile e per tale motivo molto accarezzato: il primo titolo in rete infatti fu Inutilità al potere, evidentemente presagivo.

Con alcuni di voi sarebbe necessario un discorso “in privato” e non è detto che un giorno non capiti l’occasione di farlo.

Ma quando le parole sono troppe bisogna riempirle di silenzio. è l’unica cosa che serve per capire o per provarci almeno: io mi trovo spesso “confuso” in rete, quasi smarrito davanti alla pletora di suoni e di voci. Invecchio.

Se non sono riuscito a comunicarli i miei viaggi e i miei aneliti sarà un difettto esclusivamente mio, non dipende dalla mancanza di volontà nel renderli palesi. Ho preso tempo fa la decisione di chiudere ma di restare in maniera dignitosa: questo Blog è il frutto di tale decisione… Se mai diventerà possibile un ritorno sarà dovuto alla nostalgia di persone come voi tutti perchè questi spazi hanno una funzione terapeutica: se quello che sei è ciò che scrivi, se quello che ami è ciò che dici o lasci solo intravedere, allora il tuo blog galleggerà in rete a lungo, vorrei sinceramente raggiungere un accordo con me stesso, lo leggo ogni volta che scorro le vostre pagine…e mi sorprendo.

Poi mi dico che è solo un’illusione, la vostra come la mia, un sogno proibito e svanito nei fumi dell’ennesima estate che avanza. Non ha molta importanza sapere se è vero o no. Mi mancate. Tutti

Riyueren mi chiese un giorno che fine possano fare i sogni, il senso mancante è un vuoto che ognuno di noi cerca di colmare come sa e come può ma i sogni siamo noi quando riusciamo a partorirli, Innerland per esempio è fatto di quella sostanza segreta, è lì sospeso ad interrogarci e a suonare la canzone infinita della vita. Ma ogni luogo di quelli da me conosciuti, tranne qualche rara eccezzione, possiede quei connotati disposti in modo sempre diverso: un giorno, tempo fa, stavo per battere un commento ma mi sono perso dentro le vostre parole, pensavo che era bellissimo starci fra le braccia ed ho capito che a molte delle cose che scriviamo si può solo sorridere… e annuire. Lo ritengo un privilegio.

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