Il vuoto e la terapia

26 luglio 2017 Lascia un commento

Trovare qualcosa per riempire il vuoto che riapriva scenari così lontani
da non considerarli più personali,
ecco cosa doveva fare assolutamente. Il vuoto si allargava
e lui lo guardava immobile.
Scrivere! Scrivere era la terapia giusta: lo aveva pensato quasi per sbaglio,
non ci credeva fino in fondo.
Scriveva da sempre senza pensarci, come un gesto fisiologico, solo un aspetto dell’omeostasi più vasta che governava la sua vita.

Categorie:carta e penna

Efelidi

25 luglio 2017 Lascia un commento

Non mi liberai ieri
dello scandalo d’esistere.
Non lo farò nemmeno oggi
preferendo la leggerezza di
pensare
ai giorni in cui pesavo
poco
e il viso avevo di lentiggini
pieno
come di papaveri in estate un
campo di grano.
Quel che fui mi trasfigura
ogni giorno,
quel che sono non riesce nemmeno
ad ingannarmi.

Categorie:rimario

La mia parte di luce

24 luglio 2017 Lascia un commento

Nessuno riuscirà a immiserire queste pagine e il loro autore,
non perchè egli meriti più degli altri
ma solo perchè custodisce la propria piccola parte di luce che altri hanno buttato via.
Se scrivo vi amo, se vi rispondo cambio le note in cacofonia,
se vi leggo cresciamo, se accetto il confronto ci sviliamo tutti.

Chi mi ha lasciato un mese fa

23 luglio 2017 1 commento

Il mio blog è per tutti, nel senso che è aperto a chiunque voglia leggerlo ma in realtà non è a volte neanche mio ma di un altro Enzo che scrive per ricordarsi di esistere mentre bussano alla sua porta raccontandogli cose che con la sua esistenza non c’entrano nulla. C’è una dimensione a parte ormai tra quello che scrivo e quello che si intravede dietro la scrittura….Molti discorsi sono veramente fuori tema ma forse non è colpa di nessuno. E’ estremamente difficile comunicare im nodo consono la propria dimensione intellettuale esattamente così come si forma dentro una persona e lo è altrettanto percepirla e “discuterla” laddove tale discussione abbia un senso che vada al di là di un affermazione di esistenza. Niente di ciò attiene al blog normalmente inteso, si avvicina semmai ad un’esperienza da diario cartaceo o addirittura da libro; nessuna di esse vuole sostituirsi nel mio caso a questo blog, qui ed ora. Ho subito un lutto gravissimo e profondo ma chi mi ha lasciato possedeva con naturalezza la misura e la simpatia, nel senso greco della parola, del comunicare e scriverne.Io appartengo ad una generazione più nevrotica e conflittuale che ha mantenuto il fuoco e i suoi effetti devastanti senza avere in cantina buona legna da ardere. Ma non mi rassegno.

Tempo e misura

22 luglio 2017 Lascia un commento

Credeva di averne di più, a dir la verità non lo aveva mai considerato:
il suo tempo nel tempo che viveva giorno dopo giorno.
Pur avendolo riempito di un’infinità di cose inutili e lunghe,
anche sacrificandolo ad una quantità di altri tempi diversi per fogge e prospettive,
pensava di averne davanti ancora una misura praticamente infinita.

Categorie:Assoluti relativi

Dedicato a Adamo di compagnia

21 luglio 2017 Lascia un commento

Scrivere ha mutato abito, il mezzo travisato è un tasto immemore del fluido e della carta. Colloquiale non ha spazi, smarriti senza alcuna propinquità nemmeno trasversale all’incipit cartaceo: perdersi esulta infine anelando a nuova monade, nemmeno Leibniz avrebbe osato tanto. Eppure la molteplicità resiste inversa ai ritmi decisivi di una nuova comprensione, soma dormiente di alterità non condivise perché non condivisibili. Eccepire adegua, insegna, scompone in soluzioni immaginarie ( cit), stupisce ma non lascia traccia questa metafisica occulta. Cercare nuove misure aborrendo per vezzo le antiche contraddice la nescienza oblata di coscienza di sé e una nuova serie di pratiche apotropaiche appollaiate sul dorso del lettore smarriscono l’orizzonte previsto e mai arrivato. Infine un breve suono dallo spazio interno chiude l’ora di ricreazione: alla prossima lezione di autoreferenzialità.

Il blogger in questione è una scoperta di Marta: ne ha fatto un post che ha in coda una ottantina di commenti. Il post scritto da me come incipit, fuori dalle logiche che presiedono questo mio spazio, è un commento ma anche una critica feroce per dimostrare che basta una conoscenza universitaria di buon livello in lettere, un buon liceo alle spalle ( il mio risale agli anni 60) e una certa confidenza nella scrittura per buttare giù in mezzora un nuovo corriere dello spirito. Però mi dispiace perchè Adamo se svolgesse la sua produzione con animo diverso forse potrebbe volare molto più in alto.
La scrittura nasce dall’immaginazione di sè nel mondo, inizialmente è esigenza intima e personale ma credo che nessuno poi abbia rinunciato alla comunicazione della propria esistenza intellettuale. Scrivere è un atto di fede verso il mondo, puntualmente disatteso. Solo ad un blogger che non comunica la propria esistenza e chiude qualsiasi interloquio posso credere che scriva per se stesso, astenendomi da qualsiasi giudizio.
L’analisi arriva solo a chi si espone, l’opinione nasce solo da chi si esprime pubblicamente ed è lì il cuore del problema: non comunicare facendo finta di farlo. Utilizzare il corpus scientiae acquisito come arma contundente, travalicare a bella posta i confini della coprensione ( anche quella di elevato spessore) per dirsi esistenti nonostante il resto. Si chiama accademia e resta vacua anche se espressa in termini di assoluto valore, inaridisce nel chiuso della propria stanza pensante, anche noi orpelli esterni e plaudenti faremo la stessa fine. Ciao Adamo.

Vero

20 luglio 2017 Lascia un commento

Sono un uomo, vero, in carne e ossa,
ho compreso che su queste pagine posso deporre solo una parte del mio spirito,
non è cosa da poco!
Il riflesso che già vedo fa parte dello stesso ambito mentale e so bene che non gli si può dare un corpo:
l’attenzione è comunque di rigore perchè il rischio di trascendere è sempre presente.

Categorie:Enzo dove vai