INTATTO

Ho acceso il computer stamattina, sto risistemando tutti i miei blog: rivedo quelli abbandonati, ritocco quelli lasciati visibili…rileggo e rifletto. Palpebre e suoni mi è comparso davanti all’improvviso così come lo avevo sigillato qualche mese fa, e mi sono arrabbiato con me stesso!

Non potrei pubblicarlo diversamente, non c’è nulla da ritoccare qui. Questo blog per quanto mi riguarda va lasciato così com’è. Mi è costato tempo e fatica ma anche piacere e soddisfazione del tutto personale.

LO RIAPRO OGGI INTATTO.

Volo via

Questo era uno dei blog di Enzo Rasi. Il blog con i suoi riferimenti, le sue immagini e i suoi commenti sarà oscurato da oggi. Io torno libero e anonimo, la mia stagione qui è finita. Non so dire se e come riprenderà ma mi sembra difficile che io riesca a ricucire lo strappo prodottosi dentro me negli ultimi anni. Tuttavia vi lascio una mail di riferimento perchè nei confronti di alcuni di voi sento di aver commesso una cattiveria. Lasciare tutto così com’era sarebbe stato peggio.
Enzo

arene@hotmail.it

S. Lorenzo

Saranno più lente
o più veloci le mie stelle
stanotte
quando cadranno?
A quale divinità racconteranno
Il mio stupido enumerare
le date, i ricordi
i tramonti?
Immergerò l’indice nel velluto nero
senza sapere se sia acqua
o vento
senza conoscere nulla
senza chiedere sentieri più brevi.
Sto qui sull’uscio della notte
Per carpire la prima eco
della sua sottana di seta
strusciata sul mio viso.
Tremo di piacere al suo
passaggio ma è un piacere
solitario,
svanirà con me.

Quarantanni

Ho scritto per gli ultimi 40 anni, quando ho incrociato la rete ho scritto anche lì. In un primo tempo la scrittura virtuale aveva le medesime caratteristiche di quella cartacea, nessuna variazione, nessuna concessione alle esigenze dei lettori, estensione dei testi esattamente conforme all’idea che mi agitava il cervello. Era così, non lo è più per molte ragioni ma a chi entra e legge qui tutto questo non interessa.

Sul confine

Girarsi e chiedere.
Credere all’illusione di capire e capirsi.
Scrivere perché la mia comprensione
precede la tua e riempie la notte
del bisogno di noi.
Le mille ragioni dell’avventura
si fondono nell’unica seduzione del pioniere
che comprende il confine attraversato
solo dopo esserne stato sconfitto.

Quest’ultimo Natale

E’ una variabile personale il tempo, il mio tempo diverso dal tuo; in verità non è nemmeno mio, con me scherza, ogni tanto discute…poi mi volta le spalle e se ne va per la sua strada.
Così anche questo Natale, l’ennesimo, giunto puntuale per sé ma non per le mie aspettative. Ho dovuto lavorarci sopra nelle ultime ore, mi sono guardato intorno e ho visto il mio identico smarrimento, mascherato meglio però. La luce di cui parlarono i profeti galleggia nel cielo solo per chi sa e vuole vederla, per tantissimi altri è una fiction ben orchestrata.

Ho trascorso alcuni Natale al buio ma ho letto a lungo che la Luce esiste

essa è, siamo noi a colorarla e a chiamarla coi nomi più svariati: per chi ha fede essa è il soprannaturale che incrocia il cammino dell’uomo, per chi guarda solo alla realtà concreta è un obiettivo di riflessione ed umana solidarietà. Per me, bambino, fu neve e meraviglia, concerti di Natale e mia nonna col naso freddo in Piazza Duomo a Milano. Poi, negli anni, velocemente non fu più nulla, solo il venticinquesimo giorno dell’ultimo mese dell’anno.
Ora è quasi silenzio e parole bisbigliate per destare il ragazzino che fui con una dolcezza che avevo scordato. Quanto mi piacerebbe regalarvene un po’…Auguri.